Intervento di Città delle Mamme nel evento “Filomena” che si è svolto a Roma sabato 27 marzo 2010 Più o meno tutti sappiamo che le madri fanno sempre i conti con il tempo, che devono dividersi tra lavoro, casa, figli, mariti, e qualche volta se stesse, e che questo carico appartiene nella maggior parte dei casi quasi esclusivamente a donne, che i papà sono meno richiesti delle madri. Anche quando la presenza del padre e la sua disponibilità massima ad aiutarci ci supporta, il carico di lavoro attinente al neonato non è mai equivalente. Siamo noi quelle che dobbiamo rivalutare le nostre priorità lavorative e ridimensionarle. Sicuramente qui si apre un divario tra quanto sia un fattore culturale o naturale il fatto che le madri devono dedicare più tempo ai propri figli rispetto ai padri, un dibattito complesso nel quale in realtà non mi interessa entrare. Sembrerebbe che più ci avviciniamo alle culture altamente sviluppate meno questa differenza di ruoli sia significativa. Ma la nostra realtà, quella italiana, sembra sia invece che è maggiormente la sfera femminile quella che gira attorno al mondo dei bambini. Basta andare ai consultori dei pediatri, alle riunioni del asilo nido o la scuola, alle lezioni di nuoto o di danza e vediamo quasi solo donne. Si vede molto più frequentemente ai papà portare ai bambini al asilo la mattina che andare a prenderli il pomeriggio. Perché, senno, parlare del tempo, in specifico, delle “madri”?. Possiamo aspirare ad una paritaria distribuzione dei tempi lavoro-famiglia sia per i padri che per le madri?, possiamo noi donne contribuire rivendicare un po’ di tempo per noi facendo richiesta ai nostri partner di collaborazione? Sicuramente questa è una strada che bisogna intraprendere attraverso un cambiamento culturale di lunga portata che ci vede protagoniste perché, ricordiamocelo, sono i nostri modelli famigliari i riferimenti primari per i nostri figli, genitori del futuro. Siamo dunque noi che maggiormente abbiamo bisogno di supporto.
FILOMENA è un gruppo di donne unite dalla voglia di cambiare qualcosa nell’immagine della donna in italia oggi. Veniamo da diverse esperienze e background: ci unisce la certezza che le donne in Italia siano diverse per età, per aspirazioni, per impegno, per provenienza religiosa, da quello che si vede nei media. Ci piacerebbe parlarne insieme, fra noi e con chi è interessato, uomini e donne: per dare capire cosa si e’ perso e cosa si può fare per ripartire. Senza ideologie.
Abbiamo scelto questo nome per ragioni diverse
FILOMENA perché è un nome italiano.
FILOMENA come Filomena Marturano, una donna forte, usata per il suo corpo ma capace di non rassegnarsi e combattere per il futuro suo e dei suoi figli
FILOMENA perché santa Filomena da Roma è la protettrice delle cause impossibili e la nostra nell’Italia di oggi può sembrare una causa impossibile
FILOMENA perché significa sia ”colei che è amata”, dal greco Φιλουμένη, che “colei che ha cura del gregge”, dal greco Philomele, composto di Philo-s “amare” e melon “gregge”;
FILOMENA perché è uno dei miti più belli delle Metamorfosi di Ovidio, quello di una fanciulla, Filomena (o Filomela) che violata dal cognato reagisce e si vendica, venendo poi trasformata in usignolo. La sua storia è ripresa sia da Dante che da Petrarca
FILOMENA perché vogliamo riallacciare i fili con il passato e lanciarne di nuovi verso il futuro
….giornalista. Legge troppo ma mai abbastanza, pensa troppo, senza alcun “ma”. Appassionata di cause perse. E di mondo arabo. Si occupa da anni della condizione delle donne nel mondo: dall’Africa, alla Norvegia, all’Afghanistan. Da qualche tempo pensa che in Italia la discussione su questo tema abbia raggiunto livelli riscontrati solo nei paesi peggiori che ha visitato. Per farla ripartire si è unita al progetto di filomena….
L’ha detto Silvia, 17 anni, liceale di Roma. E’ il motivo per il quale partecipa a Filomena. Per ascoltarla, e per ascoltare Tiziana, Nicoletta, e altre, basta collergarsi a Chiodo Fisso, trasmissione di RAI Radio Tre, che ha dedicato a una possibile Conferenza sul Corpo la puntata del 9 marzo scorso.
Magari potessi parafrasare la Patti Pravo di qualche decennio fa. Le ragazze tristi di oggi, invece, sono quelle dei cartelloni pubblicitari. Ecco le riflessioni di Giovanna Cosenza, sul suo blog.
Qualche suggerimento, dalle lettrici di Filomena, su come renderle meno tristi, meno disperate, e senza occhiaie?
Sabato 27 marzo si è svolto il primo incontro nazionale di Filomena. Giornata intensa, e molto bella. Entro breve metteremo in rete il materiale: le sintesi delle discussioni sui singoli temi (Economia/Lavoro, Immagine, e Tempi). Abbiate solo un po’ di pazienza. Le neonate, come Filomena, hanno bisogno di un po’ di tempo per carburare.
Abbiamo scelto questo nome per ragioni diverse.
FILOMENA perché è un nome italiano e noi ci sentiamo
profondamente italiane.
FILOMENA come Filomena Marturano, una donna forte, usata
per il suo corpo ma capace di non rassegnarsi e combattere per
il futuro suo e dei suoi figli.
FILOMENA perché santa Filomena da Roma è la protettrice
delle cause impossibili e la nostra nell’Italia di oggi può
sembrare una causa impossibile.
FILOMENA perché significa sia ”colei che è amata”, dal greco Φιλουμένη che “colei che ha cura del gregge”, dal greco
Philomele, composto di philo-s “amare” e melon “gregge”.
FILOMENA perché è uno dei miti più belli delle Metamorfosi di Ovidio, quello di una fanciulla tanto bella da essere violata dal
cognato: Filomena (o Filomela) si vendica e poi, per volere degli Dei, viene trasformata in usignolo. La sua storia è ripresa
sia da Dante che da Petrarca.
FILOMENA perché vogliamo riallacciare i fili con il passato e lanciarne di nuovi verso il futuro.
Filomena – la rete delle donne
Invita a
PROVE DI DIALOGO
27 marzo 2010
Ore 9.30 – 17.30
Auditorium dell’UNICEF
Via Palestro 68, Roma
LAVORO, IMMAGINE e TEMPI Filomena lancia le prime prove di dialogo per ricostruire una cultura delle donne in Italia. Diverse per età, geografia e professione, esprimiamo il nostro spaesamento rispetto alla “rappresentazione” della nostra identità. Ci incontriamo per continuare questo percorso e rafforzarlo insieme. Puoi confermare la tua adesione a filomenainrete@gmail.com entro il 25 marzo