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Siamo sole?

admin | April 20th, 2010 - 7:49 am

Chissà, forse dovremo un giorno pensare a quello che è successo l’anno scorso come un male necessario. E’ come se l’abisso in cui – per varie ed eventuali – l’immagine delle donne e delle ragazze italiane è  caduta sia stato veramente la classica goccia che ha traboccare un vaso ricolmo sino all’orlo. E così, da allora, l’interruttore si è acceso: si ricomincia a parlare, magari a lamentarsi, ma almeno a pensare.

Della discussione in corso nei mille rivoli dei gruppi, dei circoli, della Rete, si sa poco. Qualcosa, però, arriva anche al mainstream. Un esempio è il botta e risposta tra Susanna Tamaro e Maria Laura Rodotà, incentrato sul ruolo del femminismo. La domanda,  un po’ singolare, è se siamo più sole.

E’ vero quello che dice Maria Laura Rodotà: son più sole le donne precarie o le madri stanche. Più sole rispetto alle istituzioni, ai servizi, alla politica. E non è detto che siano più sole rispetto al buon numero di uomini che, altrettanto  soli, non si sentono rappresentati dal modello vetero-machista che imperversa tra (talk) show e reality. Mi sembra però che, in questo inizio di discussione, non sia stata posta la domanda principale: ma qual è la cultura femminile italiana, oggi? Se il femminismo ha avuto una stagione troppo breve (e alla fine troppo autoreferenziale), se i modelli culturali delle ragazze sono cresciuti all’ombra di una nuova televisione, se questa infinita transizione è fatta di mattoni l’uno diverso dall’altro, dov’è la cultura femminile italiana? Sarà il caso di pensare a rimodellarla, invece di parlare (stancamente) delle colpe o meno del femminismo anni Settanta?

Per chi, come me, si avvicina a  passi rapidi ai cinquant’anni, è francamente poco rilevante sprecare tempo (e parole) sugli errori di quel tempo, tra collettivi importantissimi per la nostra formazione e separatismi, tra indulgenze a un linguaggio incomprensibile ai più e la vera liberazione dai lacciouli dei nostri padri. Sarà il caso di capire cosa stia invece succedendo oggi? Come riparare i danni? E soprattutto, anzitutto, sapere cosa sognano, provano, lamentano le ragazze? La nostra vita, tutto sommato,  ce la siamo fatta. La loro è quella che è più in pericolo.

(Paola Caridi)

One Response to “Siamo sole?”

  1. Manuela Perrone says:

    Cara Paola, io posso dirti in estrema sintesi cosa provano e cosa vogliono molte donne della mia generazione (ho 33 anni, ero anche alla riunione di "Filomena" il 27 marzo): vogliono una vita più semplice. Asili nido, servizi reali per la famiglia, aziende meno maschiliste e più sensibili alle esigenze delle lavoratrici, madri e non. Gli strumenti oggi ci sono tutti, e altrove funzionano. Ho molto apprezzato l'intervento della Rodotà perché mi è sembrato esortativo (io, giocoforza, ho colto meno il lato polemico verso il femminismo degli anni 70 e più quello costruttivo): invece di arrovellarci sulla teoria e sui modelli è ora che badiamo alla pratica, alle questioni concrete, a come semplificare la vita quotidiana delle donne.
    Sai che cosa mi hanno scritto alcune amiche sul mio profilo su Facebook dopo che avevo condiviso l'articolo? "Non combattevano (le femministe, ndr) per gli asili nido perché non volevano figli. Non capivano che la vera libertà è essere mamme che lavorano (e vivono) senza dovere impazzire".
    Secondo me bisogna ripartire da qui.

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